Intervista a Paola Orsini

Intervista a: Paola ORSINI a cura di Giulio Buonanno ©  Riproduzione riservata


 

Paola Orsini (Latina 1975) vive a Roccagorga, paese della provincia pontina, adagiato sui Monti Lepini. Laureata con lode in Lettere Moderne (Roma, “La Sapienza”) con una tesi sui canti XXI e XXII del Paradiso, a Dante l’autrice ha dedicato tutto il suo percorso di studi. Attiva nel campo della comunicazione, è stata corrispondente dalla zona dei Lepini per diverse testate giornalistiche cartacee e online e ha svolto il ruolo di “addetta stampa” per alcuni enti pubblici. Numerosi suoi testi poetici sono presenti in antologie e raccolte a tema. Sotto la luna è la sua opera prima.

Pubblicazioni: Sotto la luna (Oèdipus 2018)

Sotto la luna costituisce il mio esordio poetico, è la mia opera prima, quindi è il mio primo libro.

 

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Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?

Non c’è una scintilla, avevo bisogno di conoscermi in modo più approfondito, di scandagliare parti della mia anima, di conoscere il mondo e la poesia rappresenta per me il modo migliore per farlo. La poesia è stata sempre una forma di conoscenza, cosa di cui ho preso coscienza non subito ma nel corso degli anni. Questo libro è in realtà un viaggio dentro tutto ciò che si trova sotto la luna, quindi è un viaggio nel sentire dell’umanità, dal punto di vista del mio sentire, un’esperienza che aggiunge una piccola tessera al grande e variegato mosaico del sentire umano. L’opera raccoglie 42 testi, composti nel biennio 2013 – 2015 ed è stato il punto di partenza della mia riflessione poetica, che procede, cambia, si evolve.

Di solito trae ispirazione da fatti accaduti realmente o è tutto frutto della sua fantasia?

La maggior fonte di ispirazione per me è l’uomo. Siamo noi la giostra più terribile e meravigliosa. Non c’è una regola. La natura è sempre fonte di ispirazione per me, mi offre metafore, spunti per dire di noi. Il mare e l’azzurro sono sovrani nella mia poesia.

Ha dei punti di riferimento letterari?

Ho scoperto Dante all’età di nove anni e ho fatto della filologia dantesca il centro nevralgico della mia vita e dei miei studi. Quindi Dante è stato ed è un autore fondamentale, che ha scandito davvero le tappe della mia formazione. Il gradino più alto del podio è suo, poi ci sono Leopardi e Montale.

Come definirebbe la sua silloge poetica, il suo libro?

Un viaggio nell’intimità dell’uomo, tra gli opposti che albergano nel suo cuore. Non è un caso che i testi della mia opera siano distribuiti in sezioni tematiche, ognuna delle quali prende il nome da un verso della Commedia. Un omaggio a Dante per scandire le tappe del mio viaggio, del mio sentire.

 

Chi è stato il primo a sapere di questo nuovo libro? Se sì, Come ha reagito?

Ho condiviso la notizia della pubblicazione con i miei affetti. Non ho detto nulla durante la composizione dell‘opera. Sono tutti molto contenti e orgogliosi di me.

Cosa ritiene più importante in questo libro? Quale messaggio vuole trasmettere?

La mia è una riflessione sul mondo. Questo testo rappresenta uno spaccato su una parte della mia visione del mondo. Non c’è un messaggio specifico. Mi auguro che il lettore possa farsi interprete e aggiungere con la sua riflessione qualcosa in più al mio testo. Credo che il senso di questo testo e di un testo in generale sia quello di suscitare una reazione, un dubbio, una domanda, che sono sempre elementi costruttivi. Per quanto riguarda me, la poesia distilla il sentire umano e rende possibile quella felicità che il quotidiano spesso mortifica.

Perchè ha scelto questo titolo?

Il titolo è tratto dal verso 64 del VII dell’Inferno. Virgilio utilizza questa espressione per indicare il nostro mondo. Quindi il titolo circoscrive l’oggetto della mia poesia: l’umanità, tutto ciò che si trova sotto lo sguardo della luna. La luna torna nell’ultima sezione del libro come presenza consolatrice dell‘uomo. Quindi è una presenza fondamentale nell’opera.

Quanto tempo ha impiegato per portare a termine la sua opera?

I testi, come ho detto, appartengono al biennio 2013 – 2015. Poi la fase di rielaborazione e di limatura è durata un paio di anni, poco meno.

Ha dovuto aspettare molto per pubblicarlo?

Dopo alcuni mesi dall’invio del dattiloscritto sono arrivate diverse proposte di pubblicazione. Sono stata molto contenta di questo.

Ha mai avuto intenzione di creare un sequel a partire da una sua opera? Se sì, a quale?

No, questo testo dice di una particolare stagione poetica che si è definitivamente conclusa.

 

Ha altri progetti nel cassetto? Può regalarcene un’anteprima?

Sono autrice di una silloge Lo specchio azzurro, ancora inedita. Ora sto lavorando a un’opera di più ampio respiro: Ulisse, ancora un viaggio, tra antico e moderno, ricco di tanti personaggi, di tante tematiche. Un viaggio di conoscenza, ovviamente, meno intimo. Poi sto sviluppando un progetto su Dante per le celebrazioni del 2021. Si tratta di una Lectura Dantis particolare, per la quale ho coinvolto amici studiosi di letteratura e di filologia patristica, in quanto si darà spazio anche alle altre opere dantesche in modi che stiamo valutando.

 L’ultima parte dell’intervista per conoscere meglio l’autore con domande personali.

 

Cosa le piace di più?

Adoro il mare. Il mare è un luogo reale e al tempo stesso fantastico. Un luogo da cui si torna sempre arricchiti interiormente. Poi mi piace osservare i comportamenti umani. Mi piace gustarmi l’umanità e mi piacciono le persone autentiche.

Cosa non le piace?

L’ipocrisia e l’indifferenza.

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

Sta come torre ferma, che non crolla / gia mai la cima per soffiar de‘ venti (Pur. V, vv. 14-15) Si tratta di un verso della Commedia, un verso che ha una pregnanza evidente.  

Quale libro che ha letto negli ultimi anni e che le è piaciuto di più?

Leggo soprattutto saggi letterari e di critica letteraria. Il mio tempo libero lo impiego anche in queste letture. Un libro che ricordo con piacere, perché ha veramente colpito la mia immaginazione, è Il maestro e Margherita di M. Bulgakov.

.Cosa pensa del mondo letterario contemporaneo?

Credo che sia un vero e proprio magma letterario quello contemporaneo. Trovo che sia un elemento positivo, se per magma si intende un pullulare di idee, di suggestioni, di modi di guardare il mondo, l’uomo e tutto ciò che è afferente alla condizione umana. Trovo invece preoccupante i tentativi letterari finalizzati a essere mere operazioni commerciali. Magari sono soltanto una sognatrice ma auspico sempre che il mondo letterario contemporaneo continui a dire sempre qualcosa di fondamentale sullo spirito umano e sia efficace nel dare una testimonianza autentica della specificità letteraria del XXI secolo. Ovviamente non bisogna dimenticare che sono cambiati i tempi, è cambiato il ruolo della letteratura e sono cambiate le modalità di fruizione delle opere letterarie, grazie all’avvento di internet e delle tecnologie odierne.

Cosa reputa fondamentale nella sua vita?

Non potrei prescindere dalla nostra tradizione letteraria e dagli autori classici. I versi e le pagine dei nostri padri veramente rappresentano un faro per me. La letteratura salva e ci salva sempre!

 

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