Intervista a Patrizia CANNAZZA

Intervista a: Patrizia CANNAZZA A cura di Giulio Buonanno ©  Riproduzione riservata

Oggi incontriamo Patrizia CANNAZZA autrice del libro “ESTREMAMENTE ME

 

Così l’autrice:

Grazie mille per avermi accolta! Beh… parlare di me stessa non è esattamente la cosa che mi riesce meglio considerando la mia “poliedricità, ma vediamo di provarci. Posso dire che sono da sempre un’imperfetta creativa iperattiva. Per il resto sono una persona riservata, altruista e dipendente dal caffè! Semplice ed impegnativa, una persona che ama sognare ad occhi aperti, allenando la mente facendo mille progetti e inventando sempre qualcosa di nuovo. Leggo tanto, sono curiosa a 360° e mi viene molto naturale comunicare con la parola scritta. Oltre la scrittura amo dipingere, andare al cinema/teatro e occuparmi degli altri. Sono molto combattiva e non mi lascio abbattere dai periodi negativi. Nella vita professionale sono un Dottore in Podologia, con un master universitario in Posturologia Integrata. Consulente counseling psicobiologico. Esperto Nazionale in Metodi Narrativi con la Fiaboterapia e Libroterapia. Nel mio mondo privato ci sono due splendidi genitori, una sorella e un cognato entrambi straordinari i quali mi hanno fatto il dono di diventare zia di un piccolo angioletto. Ho al mio fianco degli amici pazzeschi. La mia è una vita (stra)ordinaria.

Pubblicazioni:

Il primo libro “Sognavo una cenetta romantica” è stato pubblicato nel 2015. E‘ il romanzo d’esordio fresco, allegro e ironico, racconta di donne funambole divise tra lavoro e famiglia. Mi sono sempre piaciute le donne forti, quelle che fanno carriera, cercano di conciliarla con gli impegni famigliari e si fanno in quattro per ciò in cui credono. La mia protagonista è così, è un medico e allo stesso tempo riesce ad avere una famiglia, degli amici e a stare vicino a chi ne ha bisogno, nella fattispecie marito, figlia e pazienti.

L’anno successivo è venuto alla luce “Estremamente me”. Per me è un inno alla Vita, lascia aperte molte vie d’interpretazione quindi ognuno trova il suo messaggio. Il mio libro si rivolge a tutte le persone che pensano che la vita sia giunta al termine: la vita non è mai finita, fino all’ ultimo giorno. Chi ha il coraggio, la forza di cambiare la propria vita può farlo fino all’ultimo secondo. Vittoria è il nome della protagonista, un nome emblematico. Si può dire che il suo nome rispecchia il modo in cui affronta la vita, con grande energia e determinazione. Possiamo dire che sia una vittoria in più campi.

Per meriti letterari mie opere sono presenti in varie antologie, quali AMORE E PSICHE, TI RACCONTO UNA FAVOLA, POETI ITALIANI 2016, ENCICLOPEDIA UNIVERSALE DEGLI AUTORI ITALIANI, LETTERE D’AMORE 2016.

Come è nata la sua passione per la scrittura?

Scrivo da sempre. Ho regolarmente tenuto diari, scritto storie, pensieri, poesie, disegni che diventavano storie. Da ragazza adoravo scrivere lettere. Ho iniziato a “scrivere seriamente” dopo un grave incidente alla colonna vertebrale e durante il periodo di malattia di mio nonno. Episodi che mi hanno completamente stravolto la vita. Da allora scrivo per sorridere alla vita, per assaporare ogni singolo istante dell’esistenza terrena. Per diffondere un messaggio.

Cosa l’ha spinta a iniziare a scrivere?

Ho iniziato a “scarabocchiare” intorno ai dieci anni, delineando man mano quello che in futuro sarebbe stato il mio stile: prima persona, introspettivo, ironico. Ho sempre divorato libri, fino da bambina. Ho sognato, pianto, sorriso sui libri d’amore. Il mondo della scrittura non mi ha solo fatto compagnia per anni, ma mi ha anche presa per mano e aiutato in difficili periodi della mia vita. Scrivere è un perfetto metodo terapeutico.

 Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Rappresenta il poter vivere le molte vite che sono in noi, ma anche entrare in quelle degli altri. Stargli vicino e ascoltarli, mentre si raccontano, è emozionante. Tiro fuori un pezzo di me stessa che condivido con gli altri e gli altri donano, a loro volta, qualcosa a me. La scrittura è un tassello essenziale della mia vita.

 È molto tempo che si dedica a carta e inchiostro?

Ho vissuto un’infanzia molto colorata! Cere, pennarelli, fogli da disegno, questo era il mio mondo.   Racconti, emozioni su fogli volanti o quadernetti dal sapore vintage. La scrittura mi ha tenuto compagnia sempre.

 Quale difficoltà ha incontrato nel contattare gli editori?

Credo di essere stata molto fortunata. Il mondo editoriale non è sempre limpido e molte volte ostico per gli autori emergerti dal cognome non proprio famoso.

Come ha scelto l’editore?

Ho spedito il mio manoscritto a tante case editrici. Poi, un giorno, mi contattò la mia attuale casa editrice dicendomi che il mio scritto gli era piaciuto e che ha deciso di dare fiducia a me e al mio lavoro.

 

Ha dovuto aspettare molto per pubblicarlo?

Qualche mese

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?

Nel caso di “Estremamente me”, è stata un’urgenza. E’ il risultato di tante vite, tante storie di donne guerriere, quindi l’esigenza dell’esternarlo è stato forte. L’ho scritto per lanciare una riflessione, identificazione, un messaggio di vita in chi mi legge. In realtà di messaggi da trasmettere credo che ce ne sia più di uno, ma quello che forse è il più importante di tutti è quello di Vivere e di non avere Paura perché dove ci può essere un risvolto negativo ce ne può essere uno altrettanto positivo. E poi c’è lui: il coraggio. Il coraggio di guardare in faccia la realtà e di aprirsi nuovamente alla vita. Raccontare per me ha un gran valore.

 Di solito trae ispirazione da fatti accaduti realmente o è tutto frutto della sua fantasia?

La Vita è la mia Musa. Per rispondere alla domanda, questo romanzo parte proprio dall’aver vissuto l‘esperienza oncologica nella mia famiglia e sono stata nel lavoro l’orecchio per molte donne. Il mio romanzo è un „urlo“ per riportare l’attenzione anche sul lato umano della malattia su ciò che non ci permettiamo o non ci è permesso di esprimere, sui sensi di colpa che ci accompagnano e sul bisogno di sentire che altri/e hanno vissuto le stesse esperienze, gli stessi pensieri. La lettura e il libro diventano allora strumenti di promozione della salute e del benessere personale.

Come definirebbe il suo libro?

Rispondo citando Hayley Mills : “Io dico sempre una gran parte della guarigione è nelle tue mani”. Il mio più grande desiderio è che chiunque, dopo aver letto questo romanzo, si ritrovi con questa piccola, ma potente consapevolezza nel cuore.

Cosa ritiene più importante in un libro?

Un libro deve soprattutto farmi capire che leggere è vivere, desiderare, sperare, sognare, soffrire, comprendere, immedesimarsi.

Perchè ha scelto questo titolo?

E’ nato pensando a me stessa e a tutte le donne. E’ un concentrato di forza e coraggio. Un distillato di speranza e voglia di vivere.

 Quanto tempo ha impiegato per portare a termine la sua opera?

Estremamente me è stata un’opera sofferta. Tra alti e bassi emotivi circa 8 mesi con varie notti insonni.

Chi è stato il primo a sapere della sua passione e della sua opera d’esordio? Come ha reagito?

Chi mi conosce bene sa che scrivo tanto, forse troppo, da sempre e di tutto, dai diari ai racconti …alle liste della spesa! Quindi nessun stupore…invece, tanta emozione leggendo l’opera.

Ha mai inserito tratti del suo carattere nei personaggi antagonisti dei suoi romanzi?

In tutti i miei personaggi c’è parte di me.

Ha mai avuto intenzione di creare un sequel a partire da una sua opera? Se sì, a quale?

Sinceramente no. Cito James Bond: mai dire mai!

Oltre a scrivere libri ha qualche altra passione?

Il cinema è un’altra mia passione. Adoro tutti i capolavori Marvel. “Il favoloso mondo di Amelie” è certamente il mio film del cuore legato a dei ricordi di vita stupendi. “La leggenda del pianista sull’oceano”,”Amici miei”. La pittura. Dipingo soprattutto quando sono molto nervosa e stressata e mi serve una valvola di sfogo.

Ha un progetto nel cassetto? Può regalarcene un’anteprima?

Direi proprio di sì! Continuo a seguire i progetti legati a questo libro, ma sono sempre in modalità Work in progress. Sto lavorando ad un nuovo romanzo sempre nel filone della medicina narrativa. Per scaramanzia, il resto rimarrà un mistero finché non apporrò la parola FINE al manoscritto.

 

 L’ultima parte dell’intervista per conoscere meglio l’autore con domande personali.

 

Cosa le piace di più?

Amo follemente i Queen. Il mare d’inverno. Ridere fino ad avere mal di pancia.

I ricordi della mia infanzia, con il nonno che mi insegnava a cambiare un freno di bicicletta, la nonna che preparava la pasta fatta in casa. I cavalli. I quadri di Monet e altri impressionisti. La Toscana… l’altra metà del mio cielo.

Cosa non le piace?

Non mi piace l’ipocrisia, l’invidia, la maleducazione, l‘insensibilità, il razzismo, i pregiudizi, l’intolleranza, l’indifferenza

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

In verità c’è più di una.

„ Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo“.Credo nel cambiamento, è proprio nel mio DNA: d’altra parte, come dico sempre per gioco, sono nata nello stesso giorno in cui pare sia venuto alla luce Mahatma Gandhi. Questa frase è per me alla base di ogni processo di crescita e miglioramento personale.

Quale libro che ha letto negli ultimi anni e che gli è piaciuto di più?

Sono una lettrice seriale e divoravo ogni genere di libro su cui posso mettere le mani. Adoro Nicholas Sparks, per me è un mito. Ho letto tutti i suoi libri. Ne cito solo alcuni…sono davvero troppi.

Cent’anni di solitudine di G.G. Marquez

Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello

L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

L’uomo che non poteva morire di Timothy Findley

Ho appena finito di leggere “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini, l’ho praticamente divorato! Bello, emozionante e triste nel contempo per le tante miserie umane che solo la guerra può portare. Amo Giacomo Leopardi e la sua fragilità, ma anche Ungaretti, P. Neruda, K. Gibran, Charlotte Bronte e Virginia Woolf, I. Allende, M. Mazzantini e tanti altri … Bukowski, Baudelaire, Tolstoj, Flaubert, Kafka, Proust, Baricco, Pennac, Stefano Benni,

 

…e ovviamente Il piccolo principe! Vi avevo avvertiti…sono una divoratrice di libri.

Cosa reputa fondamentale nella sua vita?

Dopo la salute c’è sicuramente la mia famiglia e le mie buone amicizie che rappresentano l’altra parte di me. Come dico spesso: voler bene significa investire, e io investo, investo, investo…

I Valori. Loro rappresentano la nostra bussola interna.

La Vitasenza di essa non puoi fare nulla

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