Intervista a ROSA MARIA

Intervista alla scrittrice: ROSA MARIA A cura di Giulio Buonanno ©  Riproduzione riservata

 

 

 

 

Oggi incontriamo ROSA MARIA autrice del libro:

“Alla conquista del mondo delle Emozioni e dei Sentimenti“

 

 

 

 

 

 

Rosa Maria nasce nel 1985 a Leonforte (EN), paesino dell’entroterra siciliano. Sin da piccola manifesta uno spiccato interesse per la letteratura, soprattutto per la poesia. Nei suoi scritti, sentimenti ed esperienze si mescolano dando vita ad opere cariche d’amore e di insegnamenti, come nella favola di Book il libro parlante, con cui esordisce, a Gennaio 2013, nel genere narrativo. Project Manager del progetto “C’e un altro gioco da inventare far sorridere il mondo non farlo piangere”,  che ha visto la realizzazione di un concorso letterario dal quale è nata l’ antologia, contenente poesie e racconti, No alla guerra Sì alla vita…in ricordo di Jacopo, edita da Edizioni C’era una volta. (Maggio 2013). Il testo ha sostenuto con i proventi FHM Italia Onlus; per il valore sociale e solidale ha ricevuto il gratuito patrocinio del Comune di Badalucco, del Comune di Leonforte e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.

E’ stata segretaria della prima e della seconda edizione del “Premio Epoca 88“, indetto dal Circolo Epoca 88 di Leonforte.

Ha preso parte a diverse antologia a più autori, tra queste si citano:”Io donna in 200 parole” Apollo Edizioni; Latte di luna e girandole di Stelle, edita dall’Associzione culturale LunaNera.

Ad Aprile del 2016 la sua opera: “Alla conquista del mondo delle Emozioni e Dei sentimenti” vince la terza edizione del concorso letterario “Scarpetta Rosa” organizzato da Apollo Edizioni, che lo pubblicherà a settembre dello stesso anno.

 

Pubblicazioni:

Book il libro parlante –  Edizioni C’era una volta 2013

Alla conquista del mondo delle Emozioni e dei Sentimenti –  Apollo Edizioni 2016

Come è nata la sua passione per la scrittura?

Sono cresciuta tra i libri perché mia madre lavora nella biblioteca comunale del mio paese da prima  che nascessi. Da bambina spesso il pomeriggio andavo con lei in biblioteca e mi sedevo a sfogliare tutti i libri che catturavano la mia attenzione; senza dubbio il mio amore per i libri è nato a quei tempi, la passione per la scrittura è stata in parte una conseguenza del mio legame con gli stessi.

Cosa l’ha spinta a iniziare a scrivere?

Il dolore. Può sembrare strano ma in realtà, insieme all’amore, è una delle principali fonti di ispirazione, non solo per gli scrittori, ma anche per chi scrive un diario per liberarsi delle proprie emozioni, più che per conservare vivi i ricordi. Io ho iniziato proprio annotando su un diario il dolore che provavo per la malattia di mio padre e succesivamente per la sua morte. All’epoca avevo 13 anni e non ero ingrado di elaborarlo, né avevo una maturità emotiva tale da poterlo fare, cosi per non rendere l’atmosfera in casa ancora più triste esternavo ciò che avevo dento attraverso i miei scritti.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

La scrittura è principalmente un’ancora di salvezza, la stessa che mi ha permesso di non sprofondare nell’oceano del mio dolore; dopo è una mano per tutti gli altri che hanno bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi, perché non c’è nulla di più confortevole delle parole “vere“. E’  una vocazione.

 

È molto tempo che si dedica a carta e inchiostro?

Da quattro anni; da quando ho iniziato a pubblicare e mi sono resa conto che quello che voglio fare nella vita, dopo la mamma, è la scrittrice, poco importa se ciò non paga in termini economici, come dico sempre “è il mio mestiere“, anche se svolgo un altro lavoro per vivere.

 

Quale difficoltà ha incontrato nel contattare gli editori?

Tante. L’editoria è un settore complicato, se non sei dentro il meccanismo e non hai idea del viaggio che compie un manoscritto per diventare un libro e per arrivare poi ai lettori, ti ritrovi ad essere un naufrago nel bel mezzo di una tempesta. La principale difficoltà, come penso per tutti gli autori emergenti, è trovare una casa editrice che non sia a pagamento. Quando ho iniziato a inviare il mio manoscritto agli editori che trovavo online, con mio enorme stupore, ho scoperto che esisteva l’editoria a pagamento, cosa che non avrei mai immaginato e che continuo a paragonare ad una tipografia. Dal mio punto di vista il lavoro dell’autore è creare un’opera, quello dell’editore pubblicarla e distribuirla, ma in Italia molte case editrici sono a pagamento e vivono dei sogni di aspiranti scrittori pronti a pagare pur di vedere la loro opera diventare un libro vero. Dopo vari preventivi e proposte editoriali che vincolavano all’acquisto di un numero elevato di libri,  ho incontrato per caso Cinzia Tocci, titolare di Edizioni C’era una volta,  che ha ritenuto valido il mio manoscritto e lo ha pubblicato e promosso a sue spese. Dopo ho iniziato a collaborare con la sua casa editrice e portato avanti con la stessa diversi progetti ed iniziative editoriali e culturali. Collaborare con una casa editrice mi è stato molto utile per apprendere alcuni segreti sull’editing e  per comprendere meglio il sistema della distribuzione di un testo negli store online e nelle librerie fisiche. Alla fine mi rendo conto di essere stata fortunata, perché ho appreso da alcuni  di esperienze editoriali negative e costose.

Come ha scelto l’editore?

Il mio attuale editore  è Apollo Edizioni. L’ho conosciuto online prendendo parte alla realizzazione di  un’antologia a più autori ( Io donna in 200 parole) pubblicata dallo stesso. In quell’occasione ho avuto modo di valutarne l’operato e  la  professionalità; successivamente  ho deciso di far partecipare un mio manoscritto al concorso letterario  “ Scarpetta rosa“ -organizzato appunto da Apollo Edizioni-  e ho avuto la fortuna di essere tra i finalisti. Da questo ha visto la luce “Alla conquista del mondo delle Emozioni e dei Sentimenti“, il mio ultimo libro. Sono molto soddisfatta della scelta che ho fatto, Antonella Meringola, titolare di Apollo Edizioni, è una donna molto preparata e crede in quello che fa.

Ha dovuto aspettare molto per puibblicarlo?

No. Dopo la fine del concorso letterario “ Scapretta Rosa“, Apollo Edizioni da subito ha iniziato a lavorare sul manoscritto, curandone ogni aspetto.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?

Come spiego nella nota d’autore, il libro nasce dai sentimenti die miei figli e dalla mia paura che potessero avere difficoltà ad elaborare le proprie emozioni, soprattutto quelle derivanti da esperienze negative, come la separazione tra me e il loro papà.

Di solito trae ispirazione da fatti accaduti realmente o è tutto frutto della sua fantasia?

Fino ad oggi tutte le mie opere sono frutto del mio vissuto, delle esperienze che hanno segnato in bene o in male la mia vita. Generalmente traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda, dal quale cerco sempre di cogliere degli insegnamenti.

Come definirebbe il suo libro?

Utile. La prima cosa che mi viene in mente, perché permette di entrare in punta di piedi nel mondo delle emozioni e dei sentimenti, inoltre fornisce una visione inedita, ironica e simpatica del nostro mondo interiore; il dolore, per esempio, è un tipo bizzarro e giocherellone, ha una giostra dove invita tutti a salire, ma dalla quale solo i più tenaci riescono a scendere. Lo ritengo anche educativo e di facile lettura.

Cosa ritiene più importanmte in un libro?

Il messaggio che lancia. Un buon libro, per me, può definirsi tale se il messaggio che trasmette non è banale, frivolo o negativo, ma soprattutto se è comprensibile a tutti. L’interpretazione dei messaggi, come delle parole, è sempre soggettiva, ma è compito dello scrittore trasmettere al lettore il senso delle proprie parole.

“È un grave compito tramutare le sensazioni e i sentimenti in parole, scritte o parlate, in modo che possano, a loro volta, dare a chi legge o a chi ascolta le identiche sensazioni e gli stessi sentimenti. È un compito grandioso.“  (J. London, Martin Eden)

 Perchè a scelto questo titolo?

Perché penso che tutti dovremmo conquistare il nostro regno interiore.

Quanto tempo ha impiegato per portare a termine la sua opera?

Poco. Ho impiegato all’incirca due mesi.

 

Chi è stato il primo a sapere della sua passione e della sua opera d’esordio? Come ha reagito?

La mia passione per la scrittura era nota in famiglia, ma quando ho iniziato a fare sul serio i primi a saperlo sono stati i miei figli, i quali avevano inventato i personaggi della favola da me poi inseriti nel contesto della trama.

Ha mai inserito tratti del suo carattere nei personaggi antagonisti dei suoi romanzi?

Bella domanda. Dovrei conoscermi meglio per rispondere obbiettivamente, ma credo di averlo fatto. Alcuni personaggi delle mie storie riflettono tratti della mia personalità, c’e chi ha avuto la fortuna di beccarsi i migliori e chi ha dovuto accontentarsi dei peggiori.

 Ha mai avuto intenzione di creare un sequel a partire da una sua opera? Se sì, a quale?

No, almeno per il momento.

 

Oltre a scrivere libri ha qualche altra passione?

Mi piace il cucito creativo e il riciclo creativo. Anche in questo caso mi diverto a creare.

Ha un progetto nel cassetto? Può regalarcene un’anteprima?

Ho finito di scrivere “ Fiabe dai boschi dei Nebrodi“ e spero di pubblicarlo il prossimo autunno. Sono molto legata a questo progetto perché si propone il riscatto della mia terra e vuole mostrare una Sicilia a tratti inedita, legata alle sue radici e non alla mafia, come siamo abituati a vederla. Ritengo fondamentale fornire alle nuove generazioni una visione diversa, perché è giunto il momento di cambiare “storia“.

 

L’ultima parte dell’intervista per conoscere meglio l’autore con domande personali.

 Cosa le piace di più? 

Mi piace sperimentare e scoprire.

Cosa non le piace?

Non mi piace la monotonia.

 C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

“Io considero la lotta contro la censura, di ogni natura e qualsiasi potere la sostenga, come un dovere dello scrittore allo stesso titolo degli appelli alla libertà di stampa. Io sono un feroce partigiano di questa libertà e dichiaro che uno scrittore che possa farne a meno somiglia ad un pesce che dichiara pubblicamente di poter fare a meno dell’acqua.” (Michail Bulgakov, Lettere a Stalin, 1927/40)

 

Quale libro che ha letto negli ultimi anni e che gli è piaciuto di più?

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, di Paulo Coelho.

 

Cosa reputa fondamentale nella sua vita?

I miei figli e il loro bene, dopo il lavoro e la conseguente indipendenza economica.

 

 

© Copyright 1999 Associazione Culturale Artetremila

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