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Intervista allo scrittore Emanuele CARLO

Intervista a: Emanuele CARLO a cura di Giulio Buonanno

Breve biografia: Emanuele è nato a Melito di Porto Salvo (RC), il 10 agosto 1994. Nel corso dei suoi studi, si appassiona sempre di più alla scrittura, cercando, attraverso le semplici parole di esprimere concetti complessi. Si diploma al Liceo Classico Tommaso Campanella di Reggio Calabria e poi si Laurea in Giurisprudenza, presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Pubblicazioni: Il progresso e le sue Interpretazioni (Lulu Editore, 2016)

Un nuovo libro di Emanuele CARLO dal titolo: Felice come Me (Aletheia Editore)

Qual è stata la scintilla che l’ha condotto a scrivere questo libro? Il tema da me trattato, non è un tema semplice. È molto delicato, ma allo stesso tempo ben poco conosciuto. Sto parlando delle Spose Bambine. Diverse inchieste in TV e diverse notizie a riguardo mi hanno spinto a scrivere qualcosa con il solo intento di sensibilizzare, il più possibile, il lettore.

Di solito trae ispirazione da fatti accaduti realmente o è tutto frutto della sua fantasia? Preferisco fatti accaduti realmente. Non perché la fantasia è da meno, ma perché credo che in questo modo la lettura può essere utile ed allo stesso tempo interessante. Il lettore si immerge completamente in quella vicenda, uscendone completamente risanato. Può immaginare di essere lui stesso il protagonista e provare quelle stesse emozioni

Ha dei punti di riferimento letterari? Non ho dei punti di riferimento. Scrivo ciò che mi piace e ciò che può avere un certo impatto emotivo sul lettore.

Come definirebbe il suo libro? Lo definirei un racconto un po’ fuori dagli schemi. Un racconto che, diversamente da tanti altri, prova a sensibilizzare. Un racconto che punta, con la semplicità delle parole, a far capire gli orrori di chi è costretta a subire una tortura del genere.

Chi è stato il primo a sapere di questo nuovo libro? Se sì, Come ha reagito? Inizialmente non lo dissi a nessuno. Ho voluto tenere per me questo mio progetto. Volevo lavorarci in serenità. La mia ragazza fu la prima persona a saperlo. Era sorpresa. Pranzavamo e le feci vedere la copertina. Iniziò a chiedermi delle informazioni sul libro. Provò a chiederle, ma senza risultato. Mi farò perdonare con una copia con tanto di dedica ed autografo.

Cosa ritiene più importante in questo libro? Quale messaggio vuole trasmettere? Come dicevo prima, questo non è un racconto come tutti. Non si tratta di una semplice storiella tirata fuori da chissà quale fantasia. Questo racconto ha del profondo. Tratta di una tematica a mio avviso dimenticata ed abbandonata e per la quale noi tutti dovremmo combattere. Forse il problema del nostro menefreghismo è il fatto che non ci colpisca personalmente. Ma non capiamo che ci colpisce comunque. Riesce ugualmente a farci del male. Ferisce i nostri sentimenti ed i nostri pensieri. E noi stiamo lì a guardare? Non dovremmo. È inaccettabile.

In quest’opera ha dato vita a un personaggio che ama particolarmente o che si avvicina molto alla sua persona? Mackba, che è la protagonista del mio racconto, è una giovane che ha alcuni caratteri che mi rappresentano. Basti pensare alla forza con la quale cerca di portare a compimento il suo obiettivo, il suo sogno. Sono affezionato a questo personaggio. Credo che chiunque, leggendo il libro, si affezionerà. Si affezionerà a questa giovane donna, caparbia, testarda e dal cuore puro, che cerca di insegnare a tutti il modo giusto di amare.

Perché ha scelto questo titolo? Oggi la felicità è materiale. Tutti dicono di essere felici se ricevono un bel regalo o un bel cellulare, ma nessuno dice di essere felice per avere accanto una persona straordinaria ad esempio. Allora con questo titolo ho voluto, immediatamente, già dalla copertina, far capire che la felicità non è materiale, ma è sentimento.

Quanto tempo ha impiegato per portare a termine la sua opera? Ci ho impiegato circa due anni. Avevo, in un primo momento, buttato giù delle bozze. Avevo impostato la storia ed il suo andamento. I capitoli, per intenderci. Poi dovetti interrompere a causa degli studi universitari: dovevano necessariamente venire prima di tutto. Poi, alla fine di questa estate, ho deciso di riprendere, volevo concluderla. Mi capitò anche di scrivere dopo cena, ma la voglia di finirla era tanta. Mi stavo appassionando. Più scrivevo e più mi piaceva.

Ha dovuto aspettare molto per pubblicarlo? Non moltissimo, devo essere sincero. Forse l’attesa più lunga è stata quella per la ricerca della casa editrice. Oggi l’editoria italiana non vive un momento roseo. La maggior parte delle case editrici ti offrono un contratto ma ti chiedono un contributo per la pubblicazione, che delle volte – spesso purtroppo accade – ammonta a circa un migliaio di euro, o giù di lì. Ho avuto la fortuna di venire a conoscenza di una casa editrice, Aletheia, che fa dell’editoria la sua passione, dedicando tempo ad ogni autore. Una casa editrice che ti dedica del tempo è davvero un qualcosa di introvabile. Disponibili e precisi in ogni cosa. Inoltre, mi hanno offerto anche un lavoro: collaboro con la stessa per la ricerca di nuovi talenti.

Ha mai avuto intenzione di creare un sequel a partire da una sua opera? Se sì, a quale? No, non nel mio stile di scrittura. Credo che un racconto sia più apprezzato quando abbia un inizio ed una fine. Racconti, lasci un qualcosa nel lettore e poi svanisci, per lasciar spazio ad altri racconti.

Ha altri progetti nel cassetto? Può regalarcene un’anteprima? La pentola bolle. Chissà cosa ne uscirà fuori.

L’ultima parte dell’intervista per conoscere meglio l’autore con domande personali.

Cosa le piace di più? Mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi. Mi piace dedicare del tempo alle persone che amo. Mi piace scrivere e lasciarmi trasportare dalle parole. Mi piacciono davvero tante cose, anche se poi sono davvero poche quelle che ritengo davvero importanti.

Cosa non le piace? L’arroganza e la falsità.

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla? Se si sogna da soli, è un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia“

Quale libro che ha letto negli ultimi anni e che gli è piaciuto di più? Per via dei miei studi universitari da poco ultimati, non sono riuscito a leggere moltissimo. Ma spesso, per staccare dalla routine del giuridichese, leggevo “Elogio della follia“ di Erasmo.

Cosa pensa del mondo letterario contemporaneo? Penso che ci siano grandi scrittori di fama e di successo e giovani talenti con tanta voglia di esprimersi, ma che si ritrovano bloccati da un’editoria delle volte incapace, delle altre approfittatrice e delle volte ancora capace ma sorda. Penso che molti credono che essere un autore “emergente“ sia un fallimento sicuro e sbeffeggiarti pubblicamente sia la migliore risposta a chi, come te, osa entrare nel mondo degli autori, osando mettersi alla pari di grandi scrittori. La cattiveria fa da padrona in poche parole.

Cosa reputa fondamentale nella sua vita? L’amore è, senza dubbio, la cosa più importante. Non serve aggiungere altro.

 

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